Recuperare,
con metodo.
Dalla diffida al decreto ingiuntivo fino all'esecuzione. Prima di tutto valutiamo se e quanto il credito è recuperabile: perché inseguire un debitore insolvente costa e basta.
Le fasi del recupero.
Un percorso a gradini: si sale solo se serve, valutando a ogni passo se conviene proseguire.
- 01
Valutazione del credito
Prima di tutto verifichiamo se il credito è certo, liquido ed esigibile, e quanto è realistico recuperarlo. Non ha senso spendere per inseguire l'irrecuperabile.
- 02
Diffida (fase stragiudiziale)
Una lettera di messa in mora ben fatta risolve molti casi senza processo: spesso basta far capire che si fa sul serio.
- 03
Decreto ingiuntivo
Se la via bonaria non basta, chiediamo al giudice un decreto ingiuntivo, il provvedimento che ordina il pagamento al debitore.
- 04
Esecuzione forzata
In assenza di pagamento, si procede con pignoramento e recupero coattivo, valutando prima la reale capienza del debitore.
Prima la convenienza.
Non tutti i crediti conviene recuperarli per via legale: a volte le spese superano il recuperabile. Il nostro compito è dirtelo prima, con numeri alla mano, e non avviare azioni che ti farebbero solo spendere altro denaro senza risultato.
Domande frequenti.
Da dove si comincia?
Dalla valutazione: verifichiamo che il credito sia documentato e stimiamo le reali possibilità di recupero. Poi, di norma, si parte con una diffida.
Il decreto ingiuntivo è sempre necessario?
No. Molti crediti si recuperano già in fase stragiudiziale, con una diffida efficace. Il decreto è il passo successivo, se il pagamento non arriva.
E se il debitore non ha nulla?
È il nodo più importante: se il debitore è insolvente, anche una sentenza favorevole può restare sulla carta. Per questo valutiamo prima la capienza, per non farti spendere invano.
Parliamone con calma.
Il primo incontro serve a capire la tua situazione e a dirti, con chiarezza, se e come possiamo aiutarti.